O Caminho do Incenso
O Caminho do Incenso

In questo piccolo blog vorrei spiegarvi l’importanza di una pratica millenaria

Bruciare incensi, come tramite tra l’uomo e il mondo divino, è un uso antichissimo. Alla base della Sfinge è posta una grossa lastra di granito su cui è raffigurato il faraone Thutmos nell’atto di offrire incenso ed olio ad un dio dal corpo di leone.

La via dell’Incenso

La cosiddetta “via dell’Incenso” era una tratta carovaniera che collegava l’estremità della Penisola arabica (l’Oman e lo Yemen) con il Mediterraneo, in uso fin dall’epoca dei romani.

La via carovaniera era particolarmente importante perché trasportava le merci che arrivavano via mare dall’India e dall’Estremo Oriente, tra le quali viaggiavano le essenze profumate (oltre all’incenso che ne dà il nome, il sandalo, il muschio, lo bdellio, la mirra, il balsamo, e altri aromata ancora), la canfora, il bambù, le preziose spezie usate per l’alimentazione e la conservazione dei cibi (pepenoce moscatachiodi di garofano e cinnamomo), sostanze usate per la farmacopea e la cosmesi, l’oro, l’argento e le pietre preziose, oltre a merci meno pregiate come risocereali e zucchero di canna.

La Via dell’Incenso è oggi nominata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

origini

Per percorrere i 2.400 chilometri della Via dell’Incenso occorreva un viaggio di sei mesi. Le carovane di cammelli, tra cui migliaia di persone, si spostavano lentamente, facendo 56 fermate in occasione delle quali si riposavano, si prendevano cura degli animali e recuperavano le forze per il giorno successivo.
Oggi l’incenso si raccoglie quasi esclusivamente nel Wadi Dowkah in Oman, dopo che i il mercato è stato invaso da quello sintetico, ma nell’antichità, la preziosa resina era richiestissima e veniva pagata in oro.

Usata come medicinale, nella cosmesi e per le imbalsamazioni, era soprattutto richiesta per le funzioni sacre e devozionali; non è un caso che il suo nome scientifico sia Bosweilla sacra.
Il boswellia, l’arbusto da cui si estraeva l’incenso, cresceva nei pressi di Rekyhut, al confine con lo Yemen. Dopo l’estrazione della resina e la sua lavorazione in incenso, la produzione veniva raccolta a Sumhurum, città in cui secondo la leggenda viveva la regina di Saba e da cui partivano le spedizioni di incenso dirette al Mediterraneo.

Perchè i Buddisti bruciano l’Incenso?

A molta gente piace bruciare Incenso nei propri locali, abitativi o lavorativi, li puoi trovare ovunque ma chi realmente ti spiega il loro vero significato?

Ogni persona da la sua propria spiegazione del perché utilizza gli incensi; perché gli piace il profumo, perché serve per “eliminare le energie negative” e altri che dicono che serve per attirare energia positiva.
L’incenso è stato introdotto nella nostra cultura dal mondo orientale e africano.
Nel buddismo, l’incenso (dhupam धुप ), è da sempre stato utilizzato già nell’India pre buddista, lo utilizzavano nella lettura dei veda.


Quando è acceso, l’Incenso si consuma lentamente, spargendo il suo aroma piacevole in tutte le direzioni.

cosi per il buddismo, l’incenso simboleggia la pratica della moralità e delle buone azioni.

l’essere umano praticando buone azioni emana bontà e amore intorno a se, consuma il suo tempo aiutando gli altri.

nello stesso modo in cui passa il tempo, la vita dell’incenso diventa più corta, avvicinandosi alla fine, cosi la vita di ogni essere, anche se a volte ce ne dimentichiamo, lentamente va spegnendosi.

l’incenso quindi ci ricorda che dobbiamo profumare la nostra vita e la vita delle altre persone con il dolce aroma delle buone azioni.

Rappresenta anche il tempo che non si ferma, cosi come l’incenso si consuma tutto in una volta anche la nostra vita va avanti senza fermarsi.

quando accendiamo un incenso ci dobbiamo ricordare che l’aroma delle nostre azioni deve essere dolce, piacevole e che dobbiamo utilizzare bene il nostro tempo, non dobbiamo sprecarlo, perché lui non si ferma per aspettarci.

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